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lunedì 25 novembre 2013

Anno della Fede: migliaia di cattolici, indù e buddisti alla processione del Cristo Re

da www.asianews.it

NEPAL
di Kalpit Parajuli
La celebrazione si è tenuta lo scorso 23 novembre per le vie di Kathmandu. Fedeli cristiani, ma anche molti indù e buddisti hanno marciato portando candele, immagini del Papa e di Gesù.


Kathmandu (AsiaNews) - Migliaia di cattolici, indù e buddisti nepalesi hanno partecipato lo scorso 23 novembre alla processione del Cristo Re organizzata dalla Chiesa cattolica di Kathmandu per celebrare la chiusura dell'Anno della Fede, terminato ieri con una messa solenne in piazza san Pietro. Fonti locali sottolineano la "grande devozione" della popolazione che ha aderito all'evento, interrompendo il proprio lavoro e partecipando al rito nonostante il clima di tensione dovuto alle recenti elezioni dell'Assemblea costituente.
Sacerdoti, religiosi, laici e non cristiani hanno camminato recitando il Rosario e inni dalla St. Mary School fino alla chiesa dell'Assunzione portando candele, immagini di Gesù, cartoline con passi della Bibbia. Per l'occasione la Chiesa locale ha allestito una particolare automobile scoperta sulla quale p. Pius Perumana, vicario della diocesi, ha guidato la processione con abiti solenni. Alla celebrazione hanno partecipato oltre alla comunità di Kathmandu anche quelle di Godavari, Lubhu e Baniyatar, che hanno seguito la processione esponendo le loro bandiere e stendardi.
Soni Rana, giovane cattolica di 18 anni di Baniyatar (periferia nord di Kathmandu) racconta ad AsiaNews:"Sono molto entusiasta di aver partecipato alla processione di Cristo Re. Per me stato un momento per glorificare Gesù e fortificare la mia fede in Dio". La ragazza era presente anche alla precedente funzione organizzata un anno fa per l'apertura dell'Anno della Fede. La ragazza sottolinea che questo periodo di preghiera e riflessione è stato fondamentale per lei, per la sua famiglia e per i suoi amici.
Dopo la caduta della monarchia indù nel 2006, il Nepal ha assistito ad una graduale apertura della società alle religioni diverse dall'induismo, un tempo perseguitate. Nel periodo successivo alla salita al potere dei maoisti (2008), diversi gruppi estremisti indù hanno compiuto attentati e attacchi contro le minoranze religiose. Il più grave è stato quello contro la chiesa dell'Assunzione di Kathmandu, il 23 maggio 2009, costato la vita a due persone. Nonostante sia vietato il proselitismo, per rilanciare il turismo il governo ha deciso nel 2012 di rendere il Natale festa nazionale. Ciò ha permesso ai cristiani di esporre immagini e addobbi sacri nei negozi e fuori dalle chiese e dalle abitazioni e di organizzare processioni. Tale visibilità ha spinto molti non cristiani ad accostarsi al battesimo. I cattolici nepalesi sono oltre 10mila, 4mila in più rispetto al 2006, anno della proclamazione dello Stato laico.

giovedì 21 novembre 2013

Elezioni in Nepal, sonora sconfitta per i maoisti. Vincono i democratici del Congress

da www.asianews.it

NEPAL
di Kalpit Parajuli
I risultati sono ancora provvisori, ma dalla conta dei voti lo Unified Communist Party of Nepal (Ucpn-m) raggiunge appena il terzo posto. Primo il Congress Party (socialista e democratico), seguito dal partito comunista. Prachanda, leader maoista, ha annunciato di "non accettare il voto".


Kathmandu (AsiaNews) - Da più grande partito del Paese a esigua minoranza: i maoisti dello Unified Communist Party of Nepal (Ucpn-m) perdono le elezioni dell'Assemblea costituente. Secondo i risultati provvisori, il Congress Party (partito socialista e democratico) ha ottenuto la maggioranza in quasi tutte le circoscrizioni, seguito dal Communist Party of Nepal (Unified Marxist-Leninist, Uml). L'Ucpn-m di Pushpakamal Dahal, detto Prachanda, fatica a conquistare la terza posizione.
In una conferenza stampa, Prachanda ha annunciato di non accettare il risultato: "Contro i maoisti è stata organizzata una cospirazione". Il leader politico ha chiesto anche di fermare la conta dei voti, minacciando di boicottare la stesura della nuova Costituzione democratica.
Nonostante le violenze dei giorni scorsi, in Nepal si respira un clima di calma. Nilkantha Upreti, presidente della Commissione elettorale, spiega ad AsiaNews che "le elezioni si sono svolte in modo pacifico, e questo è un bene. Indagheremo per controllare eventuali errori, ma non fermeremo il processo e dichiareremo i risultati non appena la conta dei voti sarà completata".
Anche la comunità internazionale si è complimentata per la "condotta pacifica delle elezioni". "La nuova Assemblea costituente - ha dichiarato il portavoce di Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite - avrà la storica responsabilità di completare una nuova costituzione, basandosi sui successi impressionanti avuti finora, e promuovendo così il dialogo nazionale e una genuina riconciliazione".
Le elezioni sono avvenute dopo cinque anni di caos politico e quattro governi di coalizione, i quali hanno rimandato di continuo la stesura di una Costituzione democratica, dopo secoli di monarchia indù.

lunedì 18 novembre 2013

Maldive: Abdulla Yameen, un progressista al governo

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  18 novembre 2013  alle  6:00.

maldiveyameenÈ il sesto della Repubblica delle .
Yameen, candidato del Partito Progressista delle Maldive, ha prestato giuramento ieri, un giorno dopo aver sconfitto l’ex presidente Mohamed Nasheed nel ballottaggio presidenziale.
Rivolgendosi alla nazione, il nuovo capo di Stato si è impegnato a lavorare per una economia maggiormente inclusiva e per realizzare il progresso del paese.
Tra i suoi primi obiettivi dichiarati la creazione di “una piccola ma efficace” squadra di governo e una serie di misure, non precisate, per ridurre la spesa pubblica.
L’ex-presidente Mohamed Nasheed ha ammesso la sconfitta.

India, leader cristiano: Narendra Modi è un pericolo per la libertà religiosa

da www.ilsole24ore.com

INDIA
di Nirmala Carvalho
È il commento di Sajan George, presidente del Global Counil of Indian Christians (Gcic), ad alcune dichiarazioni del candidato premier del Bharatiya Janata Party (Bjp, ultranazionalista indù). Modi ha apprezzato “le onde zafferano” (colore simbolo dei radicali induisti) presenti in Karnataka. Lo Stato è tra i peggiori dell’India per le persecuzioni contro le minoranze religiose.


Mumbai (AsiaNews) - Con Narendra Modi al potere "la libertà religiosa in India sarà in pericolo". È quanto afferma ad AsiaNews Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), dopo le ultime dichiarazioni rilasciate dal chief minister del Gujarat e candidato premier del Bharatiya Janata Party (Bjp, partito ultranazionalista indù). Ieri Modi, in un comizio a Bangalore (Karnataka), ha detto: "Vedo onde zafferano alzarsi in tutta la regione. È una vista deliziosa". Egli si riferiva ai sostenitori dell'hindutva (ideologia fondamentalista indù), il cui colore simbolo è lo "zafferano" (arancione), che in Karnataka attaccano spesso le minoranze etniche e religiose.
Narendra Modi è un ex militante della Rashtriya Sawayamsevak Sangh (Rss), una delle organizzazioni radicali indù più attive e violente dell'India. Il Bjp - noto per il suo aperto sostegno a gruppi come la Rss e fautore di uno Stato "100% indù" - lo ha scelto come candidato alla poltrona di primo ministro, in vista delle elezioni generali 2014. Modi infatti è molto popolare tra i sostenitori del partito: egli è apprezzato per aver reso il Gujarat uno degli Stati più ricchi del Paese, e fa spesso leva sulla necessità di restituire una "identità indù" all'India. Al tempo stesso però non mancano le critiche (anche da parte di alcuni suoi compagni di partito), in particolare per il suo ruolo ambiguo nei massacri del 2002 tra indù e musulmani, di cui è considerato responsabile.
Secondo Sajan George "questi commenti sono un campanello d'allarme, e l'aumento degli attacchi anticristiani in Karnataka confermano la rinascita del nazionalismo indù nel Paese. L'India è un Paese secolare, non basato sull'hindutva".
La persecuzione contro le minoranze religiose in Karnataka è tra le più gravi dell'India, soprattutto dopo cinque anni di governo targato Bjp. Lo scorso 5 maggio il Congress (partito di maggioranza nel governo centrale) ha vinto le elezioni amministrative con un ampio margine. "Il Bjp ha perso il controllo dello Stato - spiega il presidente del Gcic ad AsiaNews - e ha compensato la sconfitta con ulteriori attacchi".
Secondo dati del Gcic, "negli ultimi tre anni vi sono stati 150 incidenti contro le minoranze. Nel 2011, 49 casi di violenza e ostilità contro i cristiani; nel 2012, 41 episodi. Dall'inizio del 2013 abbiamo registrato già più di 40 casi". Tuttavia, sottolinea Sajan George, "queste cifre si riferiscono solo alle chiese distrutte e ai fedeli attaccati o imprigionati. Se tenessimo conto di ogni episodio di intimidazione, persecuzione, insulto o detenzione temporanea, i numeri sarebbero molto più alti".

venerdì 15 novembre 2013

Assolto TJ Joseph, il professore cristiano accusato di blasfemia (e mutilato)

da www.asianews.it

INDIA
di Nirmala Carvalho
Lo ha stabilito una corte del Kerala nel processo di appello. Nel 2010 estremisti islamici accusarono il docente di aver offeso Maometto. Pur negando ogni responsabilità, un gruppo di sconosciuti gli tagliò la mano e parte del braccio destro. Dopo essere stato sospeso e poi licenziato dalle autorità scolastiche, oggi l’uomo è stato riassunto.


Mumbai (AsiaNews) - È assolto con formula piena TJ Joseph, il professore cristiano accusato di blasfemia nel 2010, a cui un gruppo di sconosciuti tagliò la mano destra e parte del braccio. La corte di Thodupuzha in Kerala ha ascoltato l'appello presentato dal docente e lo ha scagionato da ogni accusa. Una sentenza, spiega ad AsiaNews Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), "per la dobbiamo ringraziare il sistema giudiziario indiano. il caso del professore Joseph è stata una delle pagine più buie del Kerala".
È il marzo 2010 quando il docente, professore al Newman's College, viene accusato di blasfemia dal gruppo fondamentalista islamico Popular Front of India (Pfi). Secondo gli estremisti, egli aveva inserito domande offensive verso Maometto in un questionario per gli esami. Date le minacce ricevute, l'uomo chiede scusa pubblicamente per il suo "errore non intenzionale".
Qualche mese dopo però, un gruppo di sconosciuti lo aggredisce a Muvattupuzha (distretto di Ernakulam), mozzandogli la mano e parte del braccio destro. TJ Joseph sopravvive all'attacco, ma nel settembre dello stesso anno le autorità scolastiche lo licenziano, senza possibilità di accedere alla pensione.
Secondo Sajan George, gli aspetti più gravi di questo episodio "sono stati l'atteggiamento della polizia, che ha registrato la denuncia contro di lui e l'ha anche arrestato, e quello dell'istituto, che l'ha sospeso dal servizio. Per fortuna, la Mahatma Gandhi University, a cui il Newman College è affiliato, ha revocato la decisione delle autorità scolastiche e lo ha riassunto".

lunedì 11 novembre 2013

Elezioni in Nepal: La Chiesa cattolica non si schiera e prega per la pace

da www.asianews.it

di Kalpit Parajuli
Mons. Anthony Sharma, vescovo di Kathmandu, sottolinea l'importanza di una nuova Costituzione per dare voce alle minoranze religiose. I 134 partiti in corsa per le votazioni del 19 novembre sono troppi e non garantiscono stabilità. Timori per un'ondata di attacchi da parte delle formazioni estremiste contrarie al rinnovo dell'Assemblea costituente.


Kathmandu (AsiaNews) - La Chiesa cattolica nepalese chiede a tutti i fedeli di pregare per le elezioni del 19 novembre, affinché avvengano in un clima pacifico. Intervistato da AsiaNews, mons. Anthony Sharma, vescovo di Kathmandu, sottolinea che "la Chiesa non dà indicazioni di voto e lascia i fedeli liberi di scegliere fra i ben 134 partiti in gara per il rinnovo dell'Assemblea costituente".
Le votazioni si terranno il prossimo 19 novembre in tutto il Paese. Esse avvengono dopo cinque anni di caos politico e quattro governi di coalizione che a causa delle divergenze hanno rimandato di continuo la consegna della Costituzione democratica, dopo secoli di monarchia indù.
Mons. Anthony Sharma esprime seri dubbi su un cambiamento immediate del Paese: "Con 134 partiti in corsa per le elezioni, che sorta di governo potremmo avere? Il voto avverrà in un clima pacifico?".
In questi mesi di campagna elettorale i principali partiti politici, Congress Party (conservatori) e Unified Communist Party of Nepal (maoisti), hanno tentato di rassicurare la popolazione dichiarando che una volta al potere la costituzione verrà scritta entro un anno. "Mi chiedo - afferma mons. Sharma - se quanto sostengono i leader politici potrà mai accadere".
Il vescovo di Kathmandu spiega che la Costituzione democratica è una grande occasione per le minoranze religiose ed etniche. "I cattolici - dice - sono un piccolo gruppo, una minoranza fra le minoranze, e siamo ancora senza voce". Il prelato spera che nel nuovo documento vi siano articoli in favore della libertà religiosa e un uguale trattamento delle minoranze, con accesso ai privilegi per ora ad appannaggio solo di indù, buddisti e sette legate all'induismo.
Finora solo le ali estremiste guidate dall'ex quadro maoista Mohan Baidhya sono contrarie al voto e per oggi hanno annunciato uno sciopero generale per contrastare la preparazione dei seggi. Nonostante le minacce delle frange più estreme, la maggior parte dei partiti politici appoggia la necessità di scegliere nuovi leader e dare una svolta democratica al Paese. Per evitare scontri il governo ha inviato militari e forze di polizia nei vari distretti del Paese.
Secondo l'Himalayan Times, principale quotidiano nazionale, in questi giorni sono avvenuti diversi attacchi da parte di gruppi estremisti contrari alle votazioni. Ieri due ordigni sono esplosi a Taplejung nel nord-est del Paese. Nell'attacco sono rimaste ferite cinque persone. Le bombe artigianali sono esplose poco prima di una conferenza organizzata dal Partito comunista nepalese (Communist Party of Nepal Unified Marxist-Leninist). Nella notte del 9 novembre nel distretto di Sandkhuwasabha (Kosi, Nepal orientale), ignoti hanno aperto il fuoco contro Rajendra Kumar Kiranti, leader del partito maoista locale, rimasto illeso. Sempre il 9 novembre un ordigno artigianale è stato rinvenuto nella sede del partito comunista del distretto di Ilam (Nepal orientale). Tre bombe sono state disinnescate sull'autostrada Mechi-Mahakali che collega l'est e l'ovest del Paese. L'obiettivo era un convoglio con a bordo i quadri del Partito maoista nepalese, fra cui lo storico leader ed ex premier Pushpa Kamal Dahal (Prachanda). Essi sono impegnati in un tour elettorale nei vari distretti del Nepal. Nawaraj Silwal, capo della polizia della regione orientale, sospetta il coinvolgimento dei gruppi estremisti guidati da Baidhya.


venerdì 8 novembre 2013

Anno della fede in India: Custodire l’ambiente, per fermare il degrado dell’umanità

da www.asianews.it

di Nirmala Carvalho
Rispettare la natura significa proteggere l’uomo dal pericolo di distruggere se stesso. La Chiesa deve promuovere l’educazione ambientale e la comunità deve imparare a resistere al richiamo del consumismo, conservare gli spazi verdi ed evitare lo spreco di acqua. AsiaNews presenta la quinta e ultima parte dei risultati del simposio nazionale dei vescovi indiani di rito latino.


Mumbai (AsiaNews) - Lo sviluppo economico e industriale portano benessere, ma causano il degrado della natura. Ciò ha ripercussioni anche sulla comunità umana, che è parte del creazione di Dio. Questo è il quinto e ultimo tema affrontato nel simposio nazionale voluto dalla Commissione per la teologia e la dottrina della Conferenza episcopale indiana dei vescovi di rito latino (Cbcc-Lr), lo scorso ottobre. Gli altri temi discussi all'incontro, alla luce dei documenti del Concilio Vaticano II, sono stati: povertà, violenza sulle donne, conflitti di natura religiosa e vita.
Un Paese che affronta minacce ecologiche
L'India ha fatto rapidi progressi con il suo sviluppo economico, e notiamo anche una maggiore crescita in campo tecnologico. Nella stessa Mumbai, sono stati costruiti 55 cavalcavia per alleviare la congestione del traffico, torri e centri commerciali. In programma vi sono delle zone economiche speciali, ma tutto a scapito dell'ambiente. La lobby dei costruttori ha trasformato aree verdi - una volta rigogliose - in giungle di cemento. La bonifica del mare ha distrutto le mangrovie, causando inondazioni. L'aria e i fiumi sono stati inquinati; la copertura forestale è scomparsa in molte zone.
"La Chiesa ha una responsabilità per il creato e sente di doverla esercitare, anche in ambito pubblico, per difendere la terra, l'acqua e l'aria, doni di Dio Creatore per tutti, e, anzitutto, per proteggere l'uomo contro il pericolo della distruzione di se stesso. Il degrado della natura è, infatti, strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana, per cui 'quando l'«ecologia umana» è rispettata dentro la società, anche l'ecologia ambientale ne trae beneficio'. Non si può domandare ai giovani di rispettare l'ambiente, se non vengono aiutati in famiglia e nella società a rispettare se stessi: il libro della natura è unico, sia sul versante dell'ambiente come su quello dell'etica personale, familiare e sociale" (Papa Benedetto XVI, Messaggio per la Giornata mondiale della pace, 1 gennaio 2010).
  • Noi, membri del Simposio, chiediamo ai leader della Chiesa di promuovere l'educazione ambientale, sottolineando la responsabilità di Dio e la tutela umana della creazione, inculcando atteggiamenti e pensieri di attenzione all'ambiente.
  • Ci impegniamo a intraprendere azioni concrete: conservare gli spazi verdi; evitare lo spreco di acqua; lottare contro l'inquinamento luminoso, acustico e idrico. Renderemo le nostre case dei modelli di eco-compatibilità.
  • In particolare, resisteremo al richiamo del consumismo lanciato dall'industria pubblicitaria. La Terra ha abbastanza per nutrire tutti, ma non per soddisfare l'avidità di alcuni.
Chiudiamo le nostre riflessioni con le parole di Papa Francesco nella Lumen Fidei, n.27: "La verità che cerchiamo, quella che offre significato ai nostri passi, ci illumina quando siamo toccati dall'amore. Chi ama capisce che l'amore è esperienza di verità, che esso stesso apre i nostri occhi per vedere tutta la realtà in modo nuovo, in unione con la persona amata".
Affidiamo il nostro Simposio a Maria, nostra Madre, pregando affinché lei possa essere con noi nel nostro viaggio con Gesù, verso il Padre, nello Spirito Santo.


giovedì 7 novembre 2013

Banca mondiale: nel 2014 crescita record per il Myanmar, ma i poveri sono a rischio

da www.asianews.it

MYANMAR
Secondo le previsioni, l’economia birmana per il prossimo anno destinata a salire del 6,8%. Un dato superiore alla media regionale, grazie alle riforme attuate nell’ultimo periodo dal governo. Settori trainanti energia e turismo. Gli esperti avvertono però il pericolo inflazione, che rischia di colpire la parte più debole della popolazione.


Yangon (AsiaNews/Agenzie) - Nel 2014 l'economia del Myanmar è destinata a crescere del 6,8% piazzandosi fra i primi Paesi del Sud-est asiatico, un'area caratterizzata da notevole sviluppo e innovazione. Tuttavia, il governo dovrà prestare attenzione al rischio inflazione, che potrebbe colpire in modo pesanti le fasce più deboli della  popolazione. È quanto affermano le stime di crescita elaborate dagli esperti della Banca mondiale e pubblicati ieri. Motore trainante dell'economia birmana le esportazioni nei settori dell'energia e materie prime, investimenti stranieri, servizi e costruzioni.
Khwima Nthara, analista ed esperto di economia birmana dell'istituto, sottolinea che "non si tratta solo di un trend" dovuto al periodo storico, perché il dato previsto per Naypyidaw supera in modo netto il 5,1% stimato per la regione nell'anno corrente e per il 2014. "Esso va attribuito in larga parte - aggiunge - al programma di riforme" attuato dal presidente Thein Sein e dal suo governo che, almeno in campo economico, ha messo fine a decenni di isolamento imposti dalla dittatura militare al potere.
A dispetto del potenziale enorme a livello di risorse, il Myanmar e i suoi 60 milioni di abitanti sono stati (sinora) una delle nazioni meno sviluppate e più povere al mondo; sanzioni occidentali e una politica repressiva della giunta militare hanno tenuto per decenni in scacco il Paese e la popolazione civile, mentre una cricca legata ai generali dell'esercito si è potuta arricchire impunita.
Dal marzo 2011 l'esecutivo (in parte) riformista ha garantito maggiori aperture al mondo, la liberazione della storica leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi e di centinaia di detenuti politici, oltre che avviare cambiamenti di rotta in tema di economia. Da qui la crescita degli investimenti diretti esteri, che hanno toccato quota 2,7 miliardi di dollari nel 2012/13, rispetto a 1,9 miliardi nel periodo 2011/12.
Sebbene manchino verifiche indipendenti, per la Commissione governativa sugli investimenti nel mese di settembre sono confluiti nel Paese 54 milioni di dollari provenienti dall'estero, la maggior parte dei quali destinati alla manifattura, agricoltura, miniere, oltre che hotel e turismo. Ed è proprio il settore dell'ospitalità uno di quelli destinati a trainare in massima parte lo sviluppo della nazione nel futuro prossimo.
Tuttavia, gli esperti della Banca mondiale avvertono circa i pericoli dell'inflazione che, nel mese di agosto, è salita al 7,3%, sospinta dal costo delle case e dei beni di prima necessità, fra cui alimenti di base come il riso. "L'inflazione va tenuta sotto controllo" avverte Nthara, perché si tratta di un "trend preoccupante che colpisce in particolar modo la parte più povera della popolazione".

martedì 5 novembre 2013

India, al via il lancio della prima sonda su Marte

da www.asianews.it

INDIA
Se la missione avrà successo, il Paese supererà la concorrenza asiatica di Cina, Giappone e Corea del Sud. La Mars Orbiter Mission (Mom) viaggerà per 300 giorni, per arrivare nell’orbita di Marte a settembre 2014. I dubbi degli analisti: troppo costoso per un Paese che ancora deve risolvere il problema della povertà e della malnutrizione.


New Delhi (AsiaNews/Agenzie) - È tutto pronto in India per il lancio della sua prima sonda su Marte, previsto oggi alle 9:08 GMT. La Mars Orbiter Mission (Mom) partirà dalla base aerospaziale di Sriharikota (Andhra Pradesh) a bordo del razzo Pslv-C25. Se il lancio andrà bene, la sonda viaggerà nello spazio per circa 300 giorni e dovrebbe raggiungere l'orbita di Marte nel settembre 2014. In caso di successo, l'agenzia spaziale indiana diventerà la quarta al mondo ad aver compiuto una missione su Marte - dopo Stati Uniti, Russia ed Europa - superando gli altri grandi concorrenti asiatici: Cina, Giappone e Corea del Sud.
In India il lancio del Mom è noto anche come Mangalyaan ("nave marziana"). Il Paese ha approvato il progetto nel 2012: gli scienziati si sono subito messi in moto per poter usufruire dell'allineamento favorevole tra i due pianeti, una condizione che permette al Mom di risparmiare carburante durante il viaggio verso Marte.
Alcuni commentatori hanno criticato la decisione del governo di imbarcarsi in una missione del valore di 95 milioni di dollari, mentre il Paese ha uno dei livelli più alti di bambini malnutriti al mondo. I sostenitori del progetto hanno però replicato che un progetto simile è relativamente "economico", e che lo sviluppo tecnologico a esso legato porterà benefici a vari settori della nazione.
In teoria, la sonda cinese Yinghuo 1 aveva raggiunto l'orbita marziana alla fine del 2012, ma ha potuto farlo solo grazie al traino del veicolo spaziale russo Phobos Grunt. Esso era rimasto bloccato nell'orbita terrestre poco dopo il lancio, avvenuto nel novembre 2011.
La sonda porta cinque carichi, che serviranno per studiare l'atmosfera e la superficie del pianeta rosso: un Lyman Alpha Photometer, che misura la perdita d'acqua di Marte nell'esosfera e nell'alta atmosfera; un Methan Sensor for Mars, progettato per misurare la presenza di metano e mappare le fonti; un Infrared Thermal Imaging Spectrometer (Tis), che misurerà le emissioni termiche per tracciare la composizione della superficie e la presenza di minerali. Il Tis lavorerà con il sensore di metano per determinare la presenza di forme di vita e la natura. Il metano infatti può indicare l'esistenza di vita.