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domenica 30 giugno 2013

India: monsone, 900 o 10.000 morti?

da www.ansa.it

Guerra di cifre su bilancio tragedia

30 giugno, 08:49

India: monsone, 900 o 10.000 morti? (ANSA) - NEW DELHI, 30 GIU - Le vittime della tragedia causata nello Stato indiano di Uttarakhand da un monsone trasformatosi in tsunami potrebbero essere 10.000, anche se sia il ministro dell'Interno Sushilkumar Shinde sia il 'chief minister' di questo Stato, Vijay Bahuguna lo hanno smentito, riproponendo la cifra di 900-1.000 morti. Il presidente del Parlamento dell'Uttarakhand, Govind Singh Kunjwal, ha detto ieri, dopo un sopralluogo nelle aree colpite,di ritenere che il bilancio sia di 10.000 morti.

sabato 29 giugno 2013

Thailandia: otto soldati uccisi da bomba

da www.ansa.it

Ferite altre 4 persone, attacco non rivendicato

29 giugno, 07:58

Thailandia: otto soldati uccisi da bomba
 (ANSA) - BANGKOK, 29 GIU - Otto soldati sono rimasti uccisi nell'esplosione di una bomba nascosta al bordo di una strada nel sud della Thailandia. Lo riferisce un portavoce dell'esercito.

Altre 4 persone - due soldati e due civili - sono rimaste ferite nell'esplosione, avvenuta nel distretto di Krong Pinang della provincia a maggioranza musulmana di Yala. I soldati stavano rientrando alle proprie abitazioni su un camion militare quando e' esploso l'ordigno. L'attacco non e' stato ancora rivendicato.

venerdì 21 giugno 2013

India, monsone, si temono migliaia morti

da www.ansa.it

Imponenti soccorsi del nord del paese, 16.000 i dispersi

21 giugno, 09:31

India, monsone, si temono migliaia morti
 (ANSA) - NEW DELHI, 21 GIU - Una delle operazioni di soccorso piu' importanti nella storia indiana e' in corso da tre giorni nel nord del Paese per l'ondata di maltempo che ha colpito con piogge torrenziali e straripamenti di fiumi gli Stati di Uttarkhand e Himachal Pradesh. Il bilancio e' al momento di 150 morti ma le autorita' temono che i morti ''possano essere migliaia'' e si contano fino a 16.000 dispersi. Lo riferisce Ndtv. Almeno 10.000 uomini dell'esercito sono stati trasferiti in Uttarkhand per i soccorsi.

giovedì 20 giugno 2013

Bruciano le foreste indonesiane Inquinamento record a Singapore

da www.corriere.it

NELLA CITTà STATO IL FENOMENO SI RIPETE OGNI ANNO

Una cappa di smog avvolge la megalopoli del Sud Est asiatico: è stata causata dalla deforestazione illegale

Singapore avvolta da una cappa di smog (Afp)Singapore avvolta da una cappa di smog (Afp)
Da tre giorni Singapore è avvolta da un'insolita cappa di smog. Le polveri sottoli rendono l'aria quasi densa, pesante da respirare. I cittadini sono costretti a indossare macherine di protezione. Bruciano le foreste indonesiane, smog record a Singapore Bruciano le foreste indonesiane, smog record a Singapore    Bruciano le foreste indonesiane, smog record a Singapore    Bruciano le foreste indonesiane, smog record a Singapore    Bruciano le foreste indonesiane, smog record a Singapore    Bruciano le foreste indonesiane, smog record a Singapore
SMOG E DEFORESTAZIONE- Il motivo di questo inquinamento record è la deforestazione selvaggia nell'indonesiana isola di Sumatra: un'emergenza ambientale sotto tutti i punti di vista dato che ha anche portato l'inquinamento dell'aria nella città-stato al livello «pericoloso», superando persino i picchi raggiunti nella crisi del 1997, quando il fenomeno aveva causato almeno 9 miliardi di dollari di danni alla salute e al business. Il picco giovedì mattina quando l'Indice dell'inquinamento di Singapore (Psi) è schizzato a quota 371, ben oltre la soglia di 300 che costituisce il passaggio da «molto malsano» a «pericoloso». Non è la prima volta che il fumo proveniente dall'Indonesia avvolge la città-stato e la Malaysia: nel 1997 il massimo registrato fu 226. Dai grattacieli di Singapore, città che di solito si vanta della sua efficienza nei trasporti e della conseguente qualità dell'aria, molti lavoratori hanno segnalato una visibilità inferiore ai 500 metri. Sono iniziati anche i primi disagi per il traffico aereo e alcune attività economiche all'esterno.
OLIO DI PALMA - In realtà il fenomeno si ripropone con diversa gravità ogni anno nella stagione secca, quando nell'isola indonesiana di Sumatra ampi tratti di foresta (che per di più sorgono su piane di torba) vengono dati alle fiamme in molti casi per far spazio a piantagioni di olio di palma di cui Indonesia e Malesia sono i due principali paesi produttori.

martedì 18 giugno 2013

Afghanistan, inizia il processo di pace Via ai negoziati tra America e taleban

da www.lastampa.it

L’annuncio di Obama in Irlanda del Nord è arrivato quasi in coincidenza con la cerimonia nell’accademia militare di Kabul, in Afghanistan, che ha visto le forze governative assumere formalmente la responsabilità della sicurezza nell’intero Paese
Il Mullah Omar: pronti a discutere sulla restituzione dei prigionieri
e sulla pacificazione del Paese
maurizio molinari
inviato a LOUGH ERNE
Inizia il processo di pace in Afghanistan. I taleban aprono un ufficio di rappresentanza in Qatar, il presidente afghano Hamid Karzai invia una delegazione da Kabul per iniziare negoziati diretti ed entro 48 ore Washington prevede il primo incontro in Qatar fra rappresentanti dell’amministrazione Obama e della guerriglia, finalizzati anzitutto allo scambio di prigionieri.

L’interlocutore di Kabul e Washington è la Commissione politica dei taleban, che «include rappresentanti di tutti i partiti e le fazioni della guerriglia» affermano fonti diplomatiche Usa. A dare il via libera ai taleban è stato il Mullah Omar, già capo del regime che venne deposto nell’autunno del 2001 a seguito dell’intervento americano in risposta all’11 settembre. Il network di Haqqani, la più feroce e combattiva espressione dei taleban, non sarà direttamente presente ai negoziati in Qatar ma gli americani sottolineano che «è rappresentato dalla Commissione politica dei taleban».

La notizia del negoziato di pace afghano arriva contemporaneamente da Doha, Washington e Kabul ma è il presidente americano Barack Obama ad anticiparla ai leader del G8 durante la seconda giornata conclusiva dei lavori del summit. Fonti della delegazione americana al G8 spiegano che «i taleban si sono impegnati per iscritto ad evitare che in futuro l’Afghanistan possa essere usato per lanciare attacchi contro altri Paesi» e «questa è stata la premessa per arrivare all’apertura dell’ufficio a Doha, in Qatar». L’obiettivo dei negoziati, aggiungono le fonti americane, è di «arrivare all’accettazione da parte dei taleban della completa rottura con Al Qaeda, della totale rinuncia della violenza e del riconoscimento della Costituzione afghana». Nell’incontro fra delegati americani e dei taleban il primo argomento affrontato sarà «la restituzione dei prigionieri» frutto di 12 anni di guerra ovvero il più lungo conflitto combattuto dagli Stati Uniti.

L’annuncio di Obama in Irlanda del Nord è arrivato quasi in coincidenza con la cerimonia nell’accademia militare di Kabul, in Afghanistan, che ha visto le forze governative assumere formalmente la responsabilità della sicurezza nell’intero Paese. E’ stata una stretta di mano fra il Segretario della Nato Anders Fogh Rasmussen e il presidente Karzai a suggellare la svolta. Si tratta di sviluppi, politici e militari, destinati ad accompagnare l’ultima fase della transizione, che si concluderà con il ritiro delle truppe combattenti di Nato e Stati Uniti entro la primavera del prossimo anno.

India: monsoni, 60 morti

da www.ansa.it

58mila pellegrini bloccati al nord

18 giugno, 08:13

India: monsoni, 60 morti (ANSA) - NEW DELHI, 18 GIU - Sono saliti a oltre 60 i morti del maltempo che ha colpito il nord ovest dell'India, in particolare lo stato himalayano dell'Uttarkhand. Le abbondanti piogge monsoniche, iniziate 4 giorni fa, hanno causato frane, devastato villaggi e bloccato trasporti su strada e ferrovia. 58mila pellegrini indu' sono intrappolati lungo il percorso sacro del Char Dham nel nord dell'Uttarkhand. Morte e distruzione anche nello stato dell'Uttar Pradesh: decine di edifici crollati e diversi fiumi straripati.

venerdì 7 giugno 2013

Cambogia: si' a legge anti revisionismo

da www.ansa.it

Fino a due anni di carcere per chi nega crimini khmer rossi

07 giugno, 10:52

Cambogia: si' a legge anti revisionismo (ANSA) - PHNOM PENH, 7 GIU - Il parlamento cambogiano ha votato oggi una controversa legge che punisce con due anni di prigione la negazione dei crimini degli khmer rossi. La legge e' stata approvata all'unanimita' dopo solo un'ora di discussione. Il primo ministro Hun Sen, ex khmer rosso che poi ha disertato, ha paragonato il provvedimento alla legge sulla negazione della Shoah in Europa. La negazione dei crimini del regime di Pol Pot (1975-79) "e' una grave offesa ha le vittime", ha commentato un deputato.

sabato 1 giugno 2013

Frenata indiana: crescita al 5%

da www.ilsole24ore.com


A conferma della sempre più urgente necessità di tornare a spingere sul fronte delle riforme, il governo indiano ha annunciato ieri che nell'anno fiscale chiuso lo scorso 31 marzo il Prodotto interno lordo della terza economia asiatica è cresciuto solo del 5%.
Il dato è in linea con le previsioni fatte lo scorso febbraio, ma è il peggiore da un decennio e rappresenta una brusca contrazione rispetto ai tassi di crescita del 9% e oltre registrati non più tardi di due anni fa.
La pubblicazione del dato sull'anno fiscale 2012-13 è stata accompagnata da quello relativo al trimestre gennaio-febbraio-marzo, un +4,8% che rappresenta un piccolo miglioramento congiunturale rispetto agli ultimi tre mesi del 2012 quando il Pil crebbe del 4,7%, facendo segnare l'incremento più modesto degli ultimi 15 trimestri.
Dietro la frenata di New Delhi c'è un rallentamento sul fronte dei consumi (cresciuti tra gennaio e marzo del 3,8% rispetto al 4,2% di un anno fa); degli investimenti (+3,4% in calo da 4,5%) e della spesa pubblica (+0,6% rispetto a +2,2%).
Non solo. Le otto industrie cosiddette infrastrutturali (carbone, petrolio, gas, raffinazione, fertilizzanti, acciaio, cemento ed elettricità) che "valgono" il 38% dell'Indice della produzione industriale ad aprile sono cresciute complessivamente di un deludente 2,3% contro il 3,2% di marzo. Il settore dell'acciaio in particolare ha aumentato il proprio output dell'1,9% contro il precedente 6,6%. Un concorso di elementi che secondo alcuni osservatori non autorizza a immaginare un rimbalzo apprezzabile in tempi brevi.
Un'opinione non condivisa da quegli investitori che ieri hanno fatto chiudere il Sensex di Mumbai in calo del 2,25%, convinti del fatto che il lieve rialzo congiunturale del Pil degli ultimi tre mesi sia una notizia abbastanza buona da scoraggiare la Reserve Bank of India (Rbi) dal continuare la sua politica di tagli ai tassi, già calati dello 0,75% dall'inizio dell'anno, per timore di contribuire alla crescita dell'inflazione e tradire così il proprio principale obiettivo di lungo periodo.
Politicamente il rallentamento della crescita economica a un anno dalle elezioni è una pessima notizia per il governo di un Paese in cui 841 milioni di persone continuano a vivere con meno di due dollari al giorno. Specie alla luce del fatto che è sempre più probabile che nel 2014 il candidato premier del principale partito di opposizione, il Bharatiya Janata Party (Bjp), sarà Narendra Modi, il controverso leader induista artefice del boom economico del Gujarat, uno degli Stati più business friendly e meglio amministrati di tutta l'India.
Da parte sua il Congress Party intorno al quale è attualmente raccolta la coalizione di governo non ha, almeno per il momento, un uomo forte da contrapporre: il primo ministro attuale Manmohan Singh sembra troppo vecchio (a settembre compirà 81 anni); mentre l'erede della dinastia Gandhi, Rahul, sembra troppo inesperto e riluttante ad assumere un ruolo così prominente in un possibile futuro governo.
Senza contare che chiunque, da qui a un anno, rappresenterà il Congress Party e i suoi alleati alle elezioni sarà zavorrato dalle ricadute d'immagine legate agli scandali nei settori delle telecomunicazioni, del carbone e della difesa che hanno danneggiato l'immagine dell'esecutivo di fronte all'elettorato.
Per contro le riforme economiche intraprese degli ultimi mesi non hanno dispiegato appieno i propri effetti. In parte perché non hanno avuto il respiro necessario (il mercato del lavoro continua a essere spaccato tra pochi ipergarantiti e masse di autentici sfruttati), in parte perché il settore da cui dipendono le chance di crescita del Paese - il manifatturiero - sconta infrastrutture carenti e una burocrazia tentacolare.
È anche alla luce delle difficoltà che il Congress Party dovrà affrontare in occasione delle prossime elezioni che le scelte fatte dal governo sul fronte della spesa pubblica sembrano coraggiose. In un Paese dove gli esecutivi tradizionalmente non lesinano prebende alle proprie costituency, specie a ridosso degli appuntamenti elettorali, il governo Singh verrà ricordato anche per aver messo un freno, almeno nell'ultimo anno, alla spesa pubblica.
Se da una parte è vero che il 5% di crescita del Pil dell'ultimo anno fiscale è almeno in parte da imputare a questi tagli è innegabile che l'austerity abbia consentito al Paese di mantenere il giudizio "investment grade" sul proprio debito pubblico. Tra i risultati delle politiche di controllo della spesa di New Delhi spicca il calo del rapporto deficit/Pil al 4,9%, al di sotto sia del dato di un anno fa (5,8%) che delle stesse previsioni del governo (5,2%).
marco.masciaga@ilsole24ore.com