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lunedì 23 aprile 2012

Birmania: riapre parlamento, presidente sfida boicottaggio Suu Kyi

Birmania: riapre parlamento, presidente sfida boicottaggio Suu Kyi
09:37 23 APR 2012

(AGI) - Naypyidaw (Birmania), 23 apr. - Dopo la sospensione dei lavori dovuta alle storiche elezioni suppletive del 1 aprile scorso, la camera bassa del Parlamento del Myanmar ha oggi riaperto con la nuova sessione, dalla quale erano pero' assenti Aung San Suu Kyi e almeno altri 36 deputati della Lega Nazionale per la Democrazia: il principale partito di opposizione che nella recente consultazione ha fatto registrare un autentico trionfo, conquistando ben 43 seggi sui 44 per i quali era in lizza, e vedendo eleggere per la prima volta la sua leader. Quest'ultima aveva pero' avvertito che, insieme ai compagni di partito, avrebbe boicottato l'inaugurazione della nuova assemblea perche' rifiutava di prestare giuramento sulla Costituzione varata nel 2008 dalla giunta militare, allora al potere anche formalmente. L'attuale formula di rito imporrebbe ai parlamentari d'impegnarsi a "salvaguardare" la Carta fondamentale birmana nella versione in vigore. Suu Kyi e la Lnd si erano allora rivolti al presidente Thein Sin, il generale a riposo che ha colto tutti in contropiede, in patria e all'estero, avviando una stagione di riforme senza precedenti nel Paese asiatico. La richiesta a lui diretta concerneva una modifica del testo sul quale giurare non meramente lessicale, ma di principio: dal concetto di 'salvaguardia' si sarebbe dovuti passare infatti a quello, meno circostanziato, di 'rispetto' della Costituzione. Da Tokyo, dove si trova in visita ufficiale, il leader birmano ha pero' risposto picche: nessuna modifica, ha tagliato corto, pur confermando che sul percorso riformistico non vi sara' alcuna "inversione di marcia". (AGI) .

sabato 21 aprile 2012

Pakistan, cade aereo con 130 persone a bordo

da www.corriere.it

Lo schianto in una zona residenziale nei pressi dell'aeroporto di Islamabad. La polizia: nessun sopravvissuto


L'ufficio della Bhoja AirL'ufficio della Bhoja Air
MILANO - Tragedia in Pakistan. Un aereo di linea con 130 persone a bordo -121 passeggeri e nove membri dell'equipaggio - si è schiantato prima di atterrare all'aeroporto internazionale Benazir Bhutto di Islamabad, in un'area residenziale. Lo riferisce la tv Geo News, aggiungendo che nella zona imperversava il maltempo, con forte pioggia e vento. Secondo l'ente per l'aviazione civile pachistano non ci sono sopravvissuti. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto alcuni edifici in fiamme. Tutti gli ospedali sono allertati. L'INCIDENTE - Il Boeing 737 era partito da Karachi e doveva atterrare nella capitale del Paese. Si trattava di un Boeing 737 della compagnia aerea Bhoja Airline, una piccola compagnia aerea low cost che aveva appena ripreso l'attività dopo una chiusura per difficoltà finanziarie. Quello di oggi era il volo inaugurale della rotta Karachi-Islamabad. I SOCCORSI - Lo schianto è avvenuto nei pressi del villaggio di Hussain Abad, probabilmente a causa delle cattive condizioni meteorologiche, e ha preso fuoco subito dopo l'impatto. Il Boeing 737 della «Bhoja» era decollato da Karachi e l'atterraggio a Islamabad era previsto per le 18.50 ora locale: la torre di controllo ha perso il contatto con l'apparecchio alle 18.40.
IL PRECEDENTE - Nel luglio del 2010 un Airbus A321 della compagnia privata Airblue si era schiantato sulle colline di Margalla, non lontano della capitale: nell'incidente - il peggiore degli ultimi vent'anni in Pakistan - avevano perso la vita 152 persone.
Redazione Online

giovedì 19 aprile 2012

L'India sperimenta missile intercontinentale Pechino: "Noi siamo più forti e affidabili"

da www.repubblica.it

Lanciato con successo Agni-V: raggio d'azione di 5.000 chilometri, il che significa che può colpire la Cina, la Russia e parte dell'Europa orientale. Toni minacciosi dalla Repubblica popolare

NEW DELHI - Si riaccende la corsa agli armamenti in Asia. L'India sperimenta con successo un missile balistico intercontinentale in grado di colpire obiettivi a oltre 5.000 chilometri di distanza e Pechino protesta con toni minacciosi.

Il missile indiano. L'Agni-V ("agni" vuol dire "fuoco") lanciato oggi dalla base off shore di Wheeler Island, al largo dello Stato dell'Orissa, è stato sviluppato dall'Organizzazione per la ricerca e lo sviluppo della Difesa (Drdo) a partire dal 1997. E' un'arma che, una volta messa a punto, permetterà all'India di entrare nell'esclusivo gruppo di Paesi che dispongono di missili balistici intercontinentali (Icbm) strategici, e di cui fanno parte Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia ed Israele. Con un raggio d'azione di oltre 5.000 chilometri, l'Agni-V può raggiungere tutta l'Asia, comprese le principali città cinesi (non a caso la stampa indiana l'ha battezzato "China killer"), la Russia e parte dell'Europa orientale. Pesa 50 tonnellate, ha una lunghezza di 17 metri e un diametro di due. Costato oltre 480 milioni di dollari (più di 365 milioni di euro) ha tre stadi ed è in grado di trasportare, grazie a una propulsione a combustibile solido, attrezzatura spaziale, satelliti e ogive nucleari individuali e multiple.

Il primo vettore della serie Agni-I fu testato nel 2002, con un raggio di azione di 700 chilometri. Insieme all'Agni-II e Agni-III sono già in dotazione delle Forze armate indiane. Paragonati
alle versioni precedenti, gli Agni-IV e V, entrambi in fase sperimentale, hanno una migliore precisione e sono basati su lanciatori mobili, mentre i vecchi missili necessitavano di un complesso lanciatore su rotaia. L'Agni-V dovrà essere sperimentato altre due volte prima di entrare nell'arsenale missilistico indiano.

Il successo del lancio è stato salutato da un coro di reazioni entusiaste dei vertici politici e militari. Il primo ministro Manmohan Singh si è congratulato con gli scienziati del centro militare di ricerca Drdo per quella che ha definito "una pietra miliare per la difesa, deterrenza e per esplorare nuove frontiere scientifiche". Il responsabile della Difesa A.K. Antony ha sottolineato che "l'India ha raggiunto l'esclusivo club delle nazioni" dotate di questo tipo di missili intercontinentali strategici.

La reazione di Pechino. La Cina ha ammonito l'India a non "sopravvalutare la propria forza". In un editoriale, il quotidiano governativo Global Times sottolinea inoltre che Pechino dispone di un arsenale nucleare "più potente e affidabile" di quello del vicino. "Anche se ha missili che possono raggiungere la maggior parte della Cina - scrive il giornale - questo non significa che (l'India) abbia qualcosa da guadagnare nel mostrarsi arrogante nelle dispute con la Cina".

I due vicini asiatici non mai risolto le loro dispute di frontiera che nel 1962 li portarono a combattere una breve ma sanguinosa guerra. Il Global Times aggiunge che New Delhi non deve esagerare "il valore dei suoi alleati occidentali e il suo possibile guadagno nel partecipare al contenimento della Cina". Secondo il quotidiano, nonostante il rafforzamento della posizione indiana, Pechino "non prenderà parte a un corsa agli armamenti in concorrenza con l'India".

(19 aprile 2012) © Riproduzione riservata

mercoledì 11 aprile 2012

Forte terremoto al largo di Sumatra allerta tsunami nell'Oceano Indiano

da www.repubblica.it

SISMA

La scossa di magnitudo 8,6 scala Richter con epicentro a circa 400 km a sud ovest di Banda Aceh, sull'isola di Sumatra. E' la stessa zona colpita dall'onda anomala nel 2004. Panico tra la gente. La Thailandia evacua le coste, chiuso l'aeroporto di Phuket

GIACARTA - Allerta tsunami in Indonesia, India, Sri Lanka e Thailandia dopo un potente terremoto che questa mattina ha colpito la zona di Aceh, al largo della costa occidentale dell'Isola di Sumatra in Indonesia, la stessa interessata dal devastante tsunami del 2004 1. Il sisma è stato di magnitudo 8,6 della scala Richter: l'intensità è stata rivista dopo una stima iniziale di 8,9. Secondo il Us Geological Survey l'epicentro del terremoto è stato a 435 chilometri a sud-ovest di Banda Aceh, capitale della provincia, ad una profondità di 22,9 km. Ed è stato avvertito fino a Singapore, Thailandia e India.

Diverse scosse di assestamento. Dopo la prima scossa, se ne sono verificate altre di assestamento, fra cui un'altra forte, di magnitudo 8,2, secondo la rilevazione dell'Usgs americano. L'allerta tsunami è stata quindi prorogata. In totale i Paesi sotto osservazione sono 28 e si attendono onde alte fino a sei metri.

La Farnesina attraverso l'unità di crisi sta verificando la presenza di italiani nelle zone interessate e al momento non si registrano situazioni di criticità.

LA MAPPA 2

IL DOSSIER SULLO TSUNAMI DEL 2004 3

La valutazione degli
esperti
. Col passare del tempo si cerca di valutare la portata del rischio. Secondo una prima analisi dell'Istituto geosismico americano, l'ipotesi di uno tsunami è improbabile visto che il terremoto che ha colpito oggi la zona di Aceh ha avuto "un movimento orizzontale e non verticale", ha detto un portavoce alla Bbc. E la faglia, rende noto l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), è diversa rispetto a quella che causò il terremoto del 2004 e si trova a 50-100 chilometri più a est, in mare aperto.

Aceh, popolazione nel panico. Nella provincia di Aceh la gente nel panico ha subito iniziato a lasciare le proprie abitazioni, cercando rifugio nelle zone rialzate. Le autorità indonesiane cercano di rassicurare: "Al momento non ci sono notizie di vittime e non c'è allerta tsunami", ha detto il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono all'emittente indiana Ndtv. Ma sull'isola di Simeulue, situata a sud di Aceh in prossimità dell'epicentro del terremoto, l'acqua del mare si è ritirata di una decina di metri, segnale tipico che preannuncia l'arrivo di un'onda anomala.

Evacuate le coste in Thailandia. Le autorità thailandesi hanno evacuato diverse zone costiere: "Spostatevi in alto e restate il più possibile lontani dal mare", è l'appello del Centro nazionale per la gestione delle catastrofi. Data la forza del sisma, le autorità di Bangkok temono che uno tsunami possa raggiungere il Paese. L'aeroporto dell'isola di Phuket è stato chiuso, la popolare spiaggia di Patong beach è stata evacuata e ai turisti è stato chiesto di spostarsi in località elevate.

Allerta tsunami per le coste di Kenya e Tanzania
. L'allarme è stato esteso anche in Kenya e Tanzania per le coste che si affacciano sull'Oceano Indiano. Evacuate anche le coste malesi.

India, evacuazioni alle Andamane e Nicobare. L'India ha lanciato un'allerta tsunami per le isole Andamane, le Nicobare, esteso poi agli stati del Tamil Nadu, Andhra Pradesh, Orissa (nell'est) - dove si trova Paolo Bosusco, ostaggio dei maoisti - e Kerala - dove sono detenuti i due marò italiani - dopo il forte sisma. La gente spaventata si è radunata nelle strade. Momenti di panico si sono avuti in particolare a Kolkata e Chennai, mentre la scossa è stata avvertita chiaramente anche a Bangalore, Bhubaneswar e Mumbai. Centinaia di persone sono state evacuate alle Andamane e Nicobare, per il rischio di un'onda di tsunami alta fino a quattro metri.

La tragedia del 2004. Il ricordo è andato immediatamente alla tragedia di otto anni fa, che provocò la morte di 230mila persone in 13 Paesi dell'Oceano Indiano. L'area di mare interessata dall'allerta tsunami è la stessa dove il 26 dicembre 2004 si formò la gigantesca onda anomala, scatenata da un sisma di 9,3 gradi sulla scala Richter, che seminò morte e distruzione dall'Indonesia fino alle coste dell'Africa orientale. Solo in Thailandia furono 5mila i morti, metà dei quali turisti nelle province di Krabi, Phuket e Phangnga.

(11 aprile 2012) © Riproduzione riservata

lunedì 2 aprile 2012

Il trionfo di Aung San Suu Kyi "Abbiamo vinto in 43 seggi su 44"

da www.repubblica.it

BIRMANIA

Il portavoce della Lega Nazionale per la democrazia sostiene che in ballo c'è solo un collegio nel Nord dello Stato di Shan. Il Nobel per la pace parla di "vittoria del popolo" è fa appello alla moderazione

RANGOUN (Birmania) - "Abbiamo conquistato 43 seggi su 44, aspettiamo i risultati dell'ultimo nel Nord dello Stato di Shan per questo pomeriggio". Con queste parole dopo ore di attesa il portavoce della Lega nazionale per la democrazia certifica il trionfo di Aung San Suu Kyi alle elezioni Birmane che segnano il ritorno in Parlamento del premio Nobel per la pace dopo 15 anni di detenzione di cui gli ultimi sette ai domiciliari. In queste elezioni parziali erano in palio 45 seggi 37 alla Camera bassa (su 440 deputati), sei alla Camera alta e due nelle Camere regionali. Solo in uno la Lega non aveva suoi candidati.

La leader dell'opposizione al regime birmano ha parlato di "Vittoria del popolo" ed ha raccomandato ai suoi sostenitori, riuniti a migliaia per festeggiare lo storico avvenimento "di bandire ogni proposito, attività e comportamenti che possano fare torto ad altre organizzazioni".

Il nuovo presidente, l'ex generale Thein Sein alla guida di un governo formalmente civile, negli ultimi mesi ha fatto aperture fino ad oggi impensabili: la liberazione dei prigionieri politici, l'allentamento della censura per i media, la legalizzazione della Lega Nazionale per la Democrazia, accordi importanti con i gruppi armati delle minoranze etniche.

La vera sfida, però, inizierà dopo il voto: il presidente Thein potrebbe offrire ai democratici incarichi di governo, ma resta sempre il pericolo di una restaurazione come quella del 1990, quando le elezioni vinte da Suu Kyi furono annullate
e fu imposta la legge marziale. E' probabile che con le sue aperture il regime abbia voluto sottrarsi all'abbraccio soffocante della Cina, il suo maggiore alleato regionale, puntando a ottenere dall'Occidente la revoca delle sanzioni economiche ancora in vigore.

(02 aprile 2012) © Riproduzione riservata