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sabato 11 ottobre 2014

Sri Lanka: abolire la pena di morte, in memoria di Rizana Nafeek

da www.asianews.it

di Melani Manel Perera  
È l’auspicio dell’Alto commissario britannico a Colombo, espresso in occasione della Giornata mondiale contro la pena capitale. Rizana è stata giustiziata in Arabia saudita per il presunto omicidio di un neonato.


Colombo (AsiaNews) - La memoria dell'ingiusta esecuzione di Rizana Nafeek "dovrebbe persuadere il governo dello Sri Lanka a votare in favore della moratoria sulla pena capitale e unirsi ai tanti Paese che già l'hanno abolita". È l'auspicio espresso da John Rankin, Alto commissario britannico per lo Sri Lanka (l'ambasciatore, nei Paesi del Commonwealth - ndr), in occasione della 14ma Giornata mondiale contro la pena di morte, celebrata ieri.
Sebbene il Codice penale preveda l'esecuzione, è dal 1976 che non ci sono più stati casi di condanne a morte. Secondo Rankin questo non è abbastanza. "Alla fine di questo anno - ha dichiarato - l'Assemblea generale dell'Onu voterà la quinta risoluzione su una moratoria per l'uso della pena capitale. Il trend è chiaro: nel 2012 ben 111 Paesi hanno votato in favore, il più alto numero mai raggiunto. Speriamo che lo Sri Lanka possa unirsi ad essi".
Lo scorso anno Rizana Nafeek, giovane cameriera srilankese, è stata giustiziata in Arabia saudita. La ragazza musulmana era nel braccio della morte dal 2007 per il presunto omicidio di un neonato. A nulla sono valse le tante richieste di grazia giunte dal governo dello Sri Lanka e dalla comunità internazionale.

mercoledì 24 settembre 2014

La sonda indiana entra nell'orbita di Marte (e nella Storia)

La missione dell'agenzia indiana è la prima al mondo ad avere successo al primo tentativo. Il satellite Mangalyaan ("nave marziana") studierà l'atmosfera del pianeta rosso. Delhi supera Cina, Giappone e Corea del Sud.


Bangalore (AsiaNews/Agenzie) - L'India oggi ha fatto la Storia, diventando il primo Paese al mondo a porre un proprio satellite nell'orbita di Marte al primo tentativo. Il Mars Orbiter Mission (MOM) - o Mangalyaan, "nave marziana" - ha iniziato a orbitare intorno al pianeta rosso alle 7:47 di questa mattina (ora locale). Il Primo ministro Narendra Modi, presente al centro di controllo a Bangalore (Karnataka), ha esultato, dichiarando che il Paese ha raggiunto "quasi l'impossibile".
"Le probabilità - ha sottolineato il premier - erano contro di noi. Di 51 missioni tentate in tutto il mondo, solo 21 hanno avuto successo. Noi abbiamo prevalso". In passato, solo Stati Uniti, Europa e Russia hanno inviato sonde su Marte, ma mai al primo tentativo. L'agenzia indiana diventa così la quarta al mondo ad aver compiuto una missione sul pianeta rosso, superando gli altri grandi concorrenti asiatici: Cina, Giappone e Corea del Sud.
La sonda MOM è stata lanciata il 5 novembre 2013 dalla stazione aerospaziale Sriharikota, sulla costa della baia del Bengala. Il costo complessivo della missione è stato di 4,5 miliardi di rupie (74 milioni di dollari), il che la rende una delle missioni interplanetarie più economiche di sempre. La sonda studierà le emissioni termiche per tracciare la composizione della superficie e la presenza di minerali, e lavorerà con il sensore di metano per determinare la presenza di forme di vita e la natura. Il metano infatti può indicare l'esistenza di vita.

martedì 22 luglio 2014

Jakarta, la tv annuncia: Widodo è il nuovo presidente dell'Indonesia

da www.asianews.it

INDONESIA
Il popolare governatore di Jakarta avrebbe ottenuto il 53,15% dei voti. Il suo sfidante, l'ex generale Subianto, si ritira dalla competizione per "brogli" e annuncia un ricorso alla Corte Costituzionale. Ancora alta la tensione nella capitale.


Jakarta (AsiaNews) - Il popolare governatore di Jakarta Joko Widodo "è il nuovo presidente dell'Indonesia. Con il 53,15% dei voti, il politico noto anche come "Jokowi" si è assicurato la vittoria elettorale". Lo ha detto poco fa un servizio della televisione nazionale indonesiana, sottolineando che il suo sfidante - il generale in pensione Prabowo Subianto - si è ritirato dalla competizione per "le massicce frodi elettorali". Un portavoce dell'ex militare ha chiarito che il candidato "farà ricorso contro i risultati davanti alla Corte Costituzionale".
Si attende ancora il pronunciamento formale della Commissione elettorale, ma i sostenitori di "Jokowi" hanno già lanciato su Twitter una campagna di messaggi di congratulazioni sotto l'hashtag #presidenbaru, ovvero "il Nuovo Presidente". Widodo è molto popolare, soprattutto fra i giovani che vivono nelle città e in campagna, e rappresenta un deciso cambiamento rispetto al passato autoritario nella politica nazionale.
Nel frattempo, però, la situazione nelle città continua a essere instabile. A Jakarta membri della polizia e dell'esercito regolare hanno bloccato l'accesso ai principali luoghi di ritrovo, le scuole hanno chiuso in anticipo e ci sono posti di blocco sulle strade per Banten e per la provincia di West Java. Il timore dei militari è quello di "infiltrazioni" dall'esterno per manipolare l'opinione pubblica della capitale e forse scatenare violenze.

giovedì 10 luglio 2014

India: prima finanziaria neo governo Modi

da www.ansa.it

Obiettivo rilanciare la crescita scesa sotto il 5%

(ANSA) - NEW DELHI, 10 LUG - C'e' molta attesa in India per la presentazione della legge Finanziaria 2014-2015 che sarà illustrata in Parlamento dal neo ministro delle Finanze Arun Jaitley. Si prevedono misure di contenimento del deficit, riforme alla politica di sussidi e incentivi all'industria con l'obiettivo di rilanciare la crescita che negli ultimi due anni è scesa al di sotto del 5%. E' la prima manovra economica del governo di Narendra Modi, il carismatico leader della destra salito al potere un mese e mezzo fa.

mercoledì 9 luglio 2014

Presidenziali in Indonesia: Jokowi in testa, scarto minimo. Subianto annuncia battaglia

da www.asianews.it

di Mathias Hariyadi

L’ex governatore di Jakarta sarebbe in vantaggio con poco più del 52% delle preferenze; il rivale, l’ex generale Subianto, si fermerebbe al 47%. I risultati ufficiali attesi per il 22 luglio, ma non si escludono già ora ricorsi alla Corte costituzionale. Alle urne 190 milioni di aventi diritto; il 30% per la prima volta ad eleggere il capo di Stato.


Jakarta (AsiaNews) - Il governatore uscente di Jakarta Joko "Jokowi" Widodo, 53 anni, sarebbe in vantaggio sul proprio rivale, l'ex generale Prabowo Subianto (62), e seppur con un margine "ristretto" potrebbe aggiudicarsi la corsa alle presidenziali in Indonesia. È quanto emerge dagli exit poll e delle prime proiezioni non ufficiali, in base alle quali il prossimo capo di Stato dovrebbe essere proprio l'astro nascente della politica nazionale. Una figura giovane, moderata, lontana dal malaffare e dalla corruzione dilagante, anche se viene accusato dai critici di non manifestare attaccamento e devozione profonda verso l'islam: Forse anche per questo, nei giorni scorsi il candidato alla poltrona più alta del Paese ha compiuto il pellegrinaggio minore alla Mecca, chiudendo in modo ideale proprio nella città santa per i musulmani la sua campagna elettorale.
L'Indonesia è la nazione musulmana più popolosa al mondo, oltre che la terza democrazia per numero di abitanti, e il voto della componente islamica risulta fondamentale per succedere al presidente uscente Susilo Bambang Yudhoyono, in carica per due mandati. E il voto si è tenuto proprio in concomitanza con il Ramadan, il mese sacro di digiuno e preghiera per l'islam.
Alle 7 del mattino è iniziata l'operazione di voto, che si è conclusa all'una del pomeriggio ora locale secondo i tre diversi fusi orari che attraversano l'arcipelago indonesiano dall'estremità est alla punta occidentale di Aceh. Sono oltre 190 milioni gli aventi diritto di voto, il 30% dei quali si sono recati per la prima volta alle urne per eleggere il proprio presidente. Circa 480mila i seggi sparsi sul territorio, fra imponenti misure di sicurezza per scongiurare il pericolo di attentati o violenze. Nella sola Jakarta le autorità hanno stanziato almeno 22.300 poliziotti.
Dai primi risultati - su un campione del 90% dei seggi scrutinati - emerge che la coppia Jokowi-Jusuf Kalla si aggiudica la corsa alle presidenziali con il 52,82% delle preferenze, mentre i rivali Prabowo Subianto assieme al vice Hatta Radjasa si fermerebbero al 47,18%. I risultati definitivi della Commissione elettorale (Kpu) verranno pubblicati il prossimo 22 luglio, ma ricorsi e contestazioni alla Corte costituzionale potrebbero allungare ulteriormente i tempi della proclamazione ufficiale.
Rivolgendosi ad alcune centinaia di sostenitori dal comitato elettorale nel centro di Jakarta, l'ex governatore Jokowi (nella foto al momento del voto) si è detto emozionato e ha voluto inviare un ringraziamento non solo a quanti lo hanno sostenuto, ma a tutta la società indonesiana nel suo complesso. "Grazie a tutti da Sabang a Merauke, ai volontari e a tutti gli alleati politici che mi hanno aiutato nella corsa al Palazzo presidenziale". Egli ha citato non a caso Sabang e Merauke, rispettivamente la punta orientale e occidentale dell'arcipelago indonesiano e simboli ideali della sua vastità, varietà e complessità. Jokowi ha inoltre chiesto ai propri sostenitori di "vigilare" sulla sicurezza del voto, per impedire brogli o manomissioni a urne chiuse prima della dichiarazione ufficiale.
Il rivale, l'ex generale Subianto, rappresentante della "vecchia guardia" e vicino alla classe dirigente per decenni al potere, non intende ammettere (al momento) la sconfitta e annuncia battaglia. Del resto la differenza fra i due candidati è minima e secondo analisti ed esperti di politica locale si tratterebbe della vittoria con il margine inferiore, se si considerano le tre tornate elettorali con elezione diretta del capo dello Stato.
Il mandato del prossimo presidente indonesiano verrà inaugurato con una solenne cerimonia ufficiale il prossimo 20 ottobre; nelle due settimane successive si procederà alla nomina del nuovo esecutivo e dei ministri.

martedì 8 luglio 2014

Fra timori di violenze e allerta sicurezza, l'Indonesia alle urne per eleggere il nuovo presidente

da www.asianews.it

08/07/2014
INDONESIA
di Mathias Hariyadi

Domani si vota per il successore di Susilo Bambang Yudhoyono. Concluse le operazioni all’estero, fra piccoli disservizi e denunce di irregolarità. Polizia e militari presidiano strade e centri sensibili. Leader religiosi lanciano appelli alla calma e al voto responsabile. Vescovi cattolici si professano neutrali, ma la base dei fedeli sostiene Jokowi, garante di libertà.


Jakarta (AsiaNews) - Timori e allarmi per possibili episodi di violenza, imponenti misure di sicurezza per prevenire possibili focolai di tensione, accuse di brogli nelle operazioni di voto all'estero e sondaggi dell'ultima ora sulla coppia vincitrice alle urne. È una vigilia carica di tensione e incertezza quella che accompagna gli indonesiani al voto per le presidenziali, in programma domani 9 luglio. A sfidarsi saranno la coppia formata dal governatore di Jakarta Joko "Jokowi" Widodo e dal vice Jusuf Kalla, ex numero due dell'attuale presidente Susilo Bambang Yudhoyono al primo mandato (favoriti alla vigilia), e il gen. Prabowo Subianto assieme al vice Hatta Radjasa. Analisti ed esperti di politica locale parlano di elezioni "storiche" per il futuro della nazione, per la sua economia, per i rapporti di forza al suo interno e gli equilibri fra etnie e religioni, nel Paese musulmano più popoloso al mondo.
Le operazioni di voto all'estero si sono già svolte nei giorni scorsi, anche se i risultati ufficiali arriveranno solo con la chiusura delle urne in patria. Dai primi exit poll emergono risultati contrastanti: secondo un primo campione di ricerca è in netto vantaggio la coppia guidata dal governatore uscente di Jakarta, che godrebbe di un ampio consenso fra i lavoratori migranti. Un secondo istituto riporta invece la vittoria, seppur con margini di inferiori, del duo Subianto-Rajasa. Nei comitati elettorali prevale l'ottimismo e si tende a commentare il sondaggio favorevole al rispettivo candidato.
E proprio attorno al voto all'estero ruotano le prime polemiche di questa tornata elettorale; a Hong Kong un migliaio di lavoratori migranti non ha potuto votare, perché si sono presentati ai seggi dopo le 5 del pomeriggio, termine ultimo fissato dalle autorità locali per esercitare il proprio diritto. Fonti locali riferiscono inoltre che alcune persone - non identificate - promettevano ai cittadini esclusi dal voto di poter esprimere la preferenza, a patto di votare per Subianto. Immediata la protesta in Indonesia, in particolare fra i comitati elettorali a sostegno di Jokowi.
Tuttavia, nelle ultime ore a tenere banco sono la questione sicurezza e la connotazione settaria che contraddistingue una parte consistente dell'elettorato indonesiano. Da giorni è in vigore lo stato di massima allerta fra polizia e militari, con agenti e soldati stanziati nei settori più strategici e nei punti a rischio delle più importanti città. Appelli alla calma e alla regolarità del voto arrivano anche dal presidente uscente Susilo Bambang Yudhoyono e dai principali leader religiosi.
Con un gesto a sorpresa, ieri lo stesso Yudhoyono ha invitato a palazzo i più importanti leader musulmani e cristiani (cattolici e protestanti), per incontri a porte chiuse dedicati proprio alla tornata elettorale, per scongiurare qualsiasi tipo di disordine. In successione hanno fatto il loro ingresso negli uffici del presidente il leader del Consiglio degli ulema indonesiani (Mui), il presidente del Sinodo delle chiese protestanti (Pgi) e il presidente della Conferenza episcopale indonesiana (Kwi), mons. Ignatius Suharyo, attuale arcivescovo di Jakarta.
Il leader Mui ha espresso preoccupazione per possibili scontri fra i rispettivi sostenitori dei due candidati. Di contro, il presidente dei vescovi ha confermato la posizione di neutralità della leadership cattolica - anche se vi sono sacerdoti "schierati" che hanno appoggiato in queste settimane in modo aperto e diretto una delle due coppie di candidati - e ribadito che ciascun fedele eserciterà il proprio diritto di voto secondo coscienza. Non ha mancato di far sentire la propria voce il sacerdote gesuita p. Franz Magnis Suseno, intellettuale di lungo corso, secondo cui una vittoria di Subianto darebbe nuovo vigore alla frangia islamista e metterebbe in serio pericolo la libertà religiosa nel Paese; secca la replica dei sostenitori dell'ex generale, che invitano il leader cattolico a non occuparsi di politica e ad evitare provocazioni o divisioni in seno alla società.
In tema di preferenze, anche i due principali movimenti musulmani moderati - il Nahdlatul Ulama (Nu) e il Muhammadiyah - hanno confermato l'atteggiamento di neutralità e imparzialità. Tuttavia, sono i singoli leader religiosi locali - imam e ulema - che potrebbero incidere il modo significativo sull'esito del voto, per l'influenza esercitata sulla propria comunità. Nelle ultime settimane si è inoltre registrata una campagna diffamatoria e denigratoria nei confronti di Jokowi, cui è stato imputato di essere cristiano (in realtà è un musulmano moderato, che ha scelto un cristiano come vice a Jakarta), discendente di etnia cinese e membro del Partito comunista. Una campagna che, seppur rientrata ha avuto come effetto l'erosione (parziale) dei consensi.

lunedì 7 luglio 2014

Afghanistan: primi risultati,vince Ghani

da www.ansa.it

Ma Abdullah non riconosce esito scrutinio

 L'ex ministro delle Finanze afghano Ashraf Ghani Ahmadzai avrebbe vinto il ballottaggio presidenziale in Afghanistan con il 56,44% dei voti, davanti all'ex ministro degli Esteri, Abdullah Abdullah, che avrebbe ottenuto il 43,56%. Lo ha annunciato la Commissione elettorale indipendente sulla base di risultati preliminari non ufficiali. L'ex ministro degli Esteri Abdullah Abdullah, come era previsto, ha rifiutato i risultati. Il successore di Karzaisara' annunciato a partire dal 22 luglio.